Tradizioni del matrimonio: racconto a più voci

In questa domenica d’inverno, voglio regalarvi un bellissimo racconto a più voci sulle tradizioni del matrimonio…

Il nostro Paese è un simpatico puzzle fatto di coloratissimi pezzi diversi tra loro: questi pezzi raccontano di un’umanità estremamente variegata, che ha storie e abitudini uniche nonché tradizioni che possono cambiare anche a distanza di pochissimi chilometri.

tradizioni del matrimonio: racconto a più voci delle Spose Creative. In foto: amiche che chiaccherano

E’ proprio alle tradizioni del matrimonio che voglio dedicare questo articolo, un post particolarissimo perché è costruito come il racconto a più voci delle Spose Creative, così che voi lettori possiate entrare nel vivo del nostro fantastico gruppo di donne creative, meravigliose amiche virtuali.

Le Spose Creative raccontano le tradizioni del matrimonio in Italia

«Qui come tradizione – oltre al corredo fatto iniziando da bambine – c’è sia il fidanzamento ufficiale che la promessa di matrimonio.
Il fidanzamento ufficiale si fa quando i fidanzati dopo un po’ di tempo decidono di conoscere i rispettivi genitori e si organizza una festa intima dove poi si conosceranno le due famiglie e in quella occasione c’è lo scambio degli anelli, o meglio delle fedine.
La promessa invece è quando al municipio o in chiesa si firma l’atto che dal quel giorno lì entro sei mesi successivi si promette di ufficializzare l’atto del matrimonio…e anche in questo caso si festeggia o con i parenti e i familiari, che saranno poi gli stessi che si invitano al ricevimento vero e proprio, oppure si fa semplicemente un brindisi e una fetta di torta, con il dono dei confetti ai familiari più stretti.»
R. di Napoli

tradizioni del matrimonio, corredo nuziale
Ricamo di Maria Concetta Immacolata Renna – Merletto a chiaccherino con spoletta di Lucia Giannuzzi | Martignano (Lecce)

«Una volta la festa che si faceva dopo la promessa era molto diffusa, si invitavano parenti amici, si facevano le bomboniere… adesso dalle mie parti dopo la firma della promessa perlopiù si fa un pranzo con le due famiglie e basta.» N. di Reggio Calabria

«Dai noi non si usa, o meglio, non si usa più… ma mia madre, quando si è sposata ha fatto il “consenso” che altro non è che la promessa, fatta qualche settimana prima di sposarsi» M. di Vimercate

«Da noi si usa la “conzata del letto”: si invitano solo le “donne” – amiche e parenti – per allestire il letto degli sposi con il corredo “buono” fatto dalle mamme; le due conzatrici possono sbizzarrirsi anche con scherzetti e altro…» G. di Zafferana Etnea

«E della serenata la sera prima delle nozze ne vogliamo parlare? In Basilicata si usa ancora… non tutti la fanno, però in molti mantengono questa usanza. La casa della sposa a mezzanotte accoglie una trentina di persone con tanto di buffet e disordine che ne consegue… e la mattina alle sei deve essere tutto pronto per fotografo e invitati!» R. di Potenza

«Da noi si usa fare il fidanzamento, la promessa con tanto di “parato” e la serenata la sera prima del matrimonio…» A. R. di Rossano

«Dalle mie parti erano tantissime le tradizioni, ma ora non sono più messe in pratica.
Come le bomboniere tipicamente fatte a mano in legno o pietra, che si distribuiscono in sacchetti di canapa grezza insieme alle giuraje – confetti allo zucchero e nocciola.
Poi era tradizione giungere in chiesa a piedi, da casa, in processione.
Un’usanza di alcune vallate è quella tipicamente 
prematrimoniale che può essere sintetizzata nella frase “piela e pruvela, se va nin turnela” (prendi e provala, se non va bene, rendila) e che si riferisce più che altro alle capacità amatorie dell’uomo nei confronti della donna: solo se nascevano figli si procedeva al matrimonio perché la procreazione era ritenuta fondamentale.
Oggi come tradizioni rimangono il riso gettato all’uscita (che pochi fanno ancora anche perché poco gradito – sporca ecc…), i vari oggetti (uno vecchio, uno nuovo, uno regalato, uno blu e uno prestato), la presenza delle dame, i doni alle famiglie, le bomboniere artigianali, una giornata intera di festa, il ballo degli sposi, i fiori ai testimoni.» F. di Torino

«Qui da me sia la madre che le nonne, sin da età adolescenziale della futura sposa, iniziano a comporre il corredo; prima del matrimonio c’è l’usanza del fidanzamento, che viene ufficializzato con una sorpresa da parte del futuro sposo nella quale viene regalato un pegno d’amore (il più delle volte è sempre un anello) e si conoscono le rispettive famiglie.
Poi si arriva alla promessa di matrimonio e a seguire si fa una bella festa con parenti ed amici; prima delle nozze lo sposo farà una bellissima sorpresa alla sua amata con una dolcissima serenata…» R. di Salerno

tradizioni del matrimonio, corredo nuziale, dettagli
Ricamo di Maria Concetta Immacolata Renna – Merletto a chiaccherino con spoletta di Lucia Giannuzzi | Martignano (Lecce)

«Da noi ancora tutte le tradizioni del matrimonio sono vive: promessa, addio al nubilato, addio al celibato…
In genere di giovedì si fa il letto degli sposi e si lasciano soldi sul letto in maniera augurale.
Poi si fa la serenata la sera prima delle nozze e la spaghettata a casa degli sposi appena dopo la festa di matrimonio» G. di Diamante

«Io sono di Napoli, fino a pochi anni fa la promessa si festeggiava solo in provincia: c’è sempre stata molta differenza di tradizioni fra la provincia e la città di Napoli e questa differenza spesso diventa sia motivo di scontro, sia motivo di scambio.
Ad esempio, la predisposizione di un banchetto all’esterno della casa degli sposi dopo il rito matrimoniale così come il giro in macchina nel paese con la damigella davanti che distribuisce piccole bomboniere a tutto il paese, è una tradizione tipica della provincia di Napoli. Un’altra usanza di provincia – precisamente di Brusciano – molto antica e diffusa, che adesso è andata perduta, è quella di portare con un carrettino, a spasso per il paese, il giorno del matrimonio, la biancheria della sposa; questo serviva a dimostrare che la sposa avesse il corredo. Mi spiego meglio: in pratica per una settimana dopo la promessa la biancheria si stendeva tutta sul letto della mamma della sposa e la suocera della sposa con tutte le sue sorelle (zie dello sposo) andavano ad ammirarla e controllare che non mancasse niente; se mancava qualcosa, le due consuocere si mettevano d’accordo per acquistarlo (ma nella maggior parte dei casi non mancava mai niente proprio per evitare brutte figure); passata quella settimana, un po’ prima del matrimonio, quando ormai l’arredamento era già pronto nella nuova casa coniugale, la biancheria veniva trasportata dal carretto dalla casa natale della sposa alla casa coniugale; il carretto faceva il giro del paese con la biancheria in bellavista e con due galli a destra e due galli a sinistra appesi vivi dalle zampe ai due lati anteriori del carretto (rito macabro!): i galli simboleggiavano l’augurio di ricchezza per gli sposi!! Dopo che tutto il paese aveva ammirato tutto il corredo della sposa, quella biancheria poteva finalmente fare il suo ingresso nella casa dei coniugi.
Invece ad Acerra – sempre in provincia di Napoli – è ancora viva l’usanza che impone alla sposa di stendere, prima del matrimonio, tutto il corredo di biancheria sul letto così che la suocera possa verificare che non le manchi nulla!
E a Napoli? Il matrimonio è molto partecipato dalla comunità, è un fatto pubblico e molto sentito: è usanza, ad esempio, che il vicinato faccia arrivare i fiori a casa della sposa proprio la mattina del matrimonio e per questo motivo è tradizione per gli sposi preparare una seconda bomboniera anche per chi non partecipa alla festa vera e propria» D. di Napoli

«Mi sono venute in mente tre tradizioni del mondo Piemontese: l’abito della sposa non deve avere lacci o fiocchi, perché il nodo non è di buon auspicio, attira suocera petulante; le vicine di casa costruiscono un arco di
fiori ad altezza uomo con de
i nastri che vengono tagliati dalla suocera per far entrare gli sposi nel nido d’amore; la sera prima del matrimonio gli amici degli sposi lasciano (o tracciano tutto il tragitto) un sacco di segatura davanti alla porta degli ex perché tutte le lacrime si asciughino. Ma si fanno più che altro nei paesini…» F. di Torino

«Da me è tradizione che l’abito da sposa sia un regalo della suocera» A. di Tarsia

 

E da voi, quali sono le tradizioni del matrimonio?

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