Sposarsi a distanza si può?

Sposarsi a distanza si può?

Una volta erano i matrimoni per procura, oggi la nuova frontiera dei matrimoni a distanza sono i matrimoni online!

Giuseppina era originaria di un paesino della Calabria, Lappano.

Agli inizi del novecento, un suo compaesano si presentò a casa e parlando con il padre, raccontò di un altro compaesano “uomo di provati principi morali e gran lavoratore” che, partito dalla Calabria in cerca di fortuna anni prima, aveva ora il desiderio di “prender moglie”. Questo è l’inizio del racconto che ci ha fatto Luca, il nipote di Giuseppina e Vincenzo, facendoci pregustare il resto della storia.

Ora, a quei tempi “prender moglie” significava donna onesta, illibata, devota, una compaesana insomma (come quel bellissimo film con Alberto Sordi ci ha raccontato) e, capirete bene che di andare a conoscere di persona questo pretendente non se ne parlava nemmeno, vuoi per problemi economici, vuoi anche per la reputazione della nostra Giuseppina… il papà di Giuseppina, valutata la situazione sociale ed economica e il prestigio che ne sarebbe derivato per la sua famiglia e allettato dall’idea di sistemare la sua amata figlia, accettò la proposta e così Giuseppina e Vincenzo divennero fidanzati.

Si scambiarono lettere, si mandarono fotografie… Giuseppina, che è minuta e timida, si fece fotografare sopra una cassa per sembrare più alta e Vincenzo indossò il suo abito migliore.

sposarsi a distanza, la guida passo passo

 

Il matrimonio per procura

E arriviamo al giorno della cerimonia finalmente. Giuseppina e Vincenzo si sposano… a distanza, con un matrimonio davanti a testimoni: il matrimonio per procura!

Se a qualcuna di voi, donne evolute ed emancipate venisse in mente di storcere il naso, pensando a questo matrimonio tra due estranei, considerate che Giuseppina e Vincenzo sono rimasti insieme 60 anni, hanno avuto 7 figli, hanno viaggiato per il mondo e soprattutto sono stati innamoratissimi!

 

sposarsi a distanza: i matrimoni per procura. Foto di repertorio, fonte: torrelenocelle.com
Fonte: torrelenocelle.com

Una volta andava così, e oggi?

Oggi il matrimonio per procura è ancora ammesso dal nostro ordinamento, e il legislatore affronta l’argomento in diverse occasioni.

Nel codice civile troviamo l’art. 111 (R.D. 16 marzo 1942, n.262: Celebrazione per procura) che ammette questo tipo di cerimonia in caso di militari in tempo di guerra oppure “se uno degli sposi risiede all’estero e concorrono gravi motivi da valutarsi dal tribunale nella cui circoscrizione risiede l’altro sposo”. La procura deve essere fatta per atto pubblico (i militari possono utilizzare forme speciali espressamente previste) e la cerimonia deve essere celebrata entro centottanta giorni dalla stipula della procura stessa.

 

Sposarsi online oggi si può!

Per quanto possa sembrare strano, visto quanto detto prima, oggi è possibile sposarsi anche online!

La Legge 218/96, sulla riforma del sistema italiano di diritto internazionale, all’art. 28 -Forma del matrimonio- recita: “Il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento”. Quindi, nel caso un cittadino italiano si sposi con un cittadino straniero per il quale il matrimonio online è valido legalmente, allora tale cerimonia sarà valida anche per il nostro ordinamento. Ma c’è di più. Un Ufficiale di stato civile si è rifiutato, qualche anno fa, di omologare un matrimonio celebrato da una cittadina italiana con un cittadino pakistano con questa forma e gli sposi sono ricorsi in appello.

Per farla breve si è arrivati alla Cassazione, che con la sentenza della  sezione I civile – sentenza 25 luglio 2016, n.15343 ha decretato: “È da ritenersi compatibile con l’ordine pubblico interno il matrimonio celebrato in Pakistan da una cittadina italiana e da un cittadino pakistano e contratto, secondo la legge straniera, in forma telematica e, dunque, senza la contestuale presenza dei nubendi”.

 

di Titta Trua

 

 

 

 

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