Perché Sanremo è Sanremo!

Non piace a nessuno Sanremo, ma lo guardano tutti. È il nostro festival e quest’anno è contro la violenza sulle donne, quindi a noi piace

Un festival che è tradizione e che nessuno ammette di guardare. Ieri sera però, su Facebook tutti all’improvviso erano critici musicali. Questo non va, questo è brutto, quella è scema, quella non sa cantare. Nessuno che abbia apprezzato, non si è salvato nulla.

Sanremo 2018 - il punto di vista della redazione, foto del palco

A me piace la musica straniera, non seguo molto le canzoni italiane, ma le ho riscoperte crescendo, per i testi e per la loro complessità, ho imparato ad ascoltare il festival, guardandolo ad occhi chiusi, per non farmi sviare dalla vista. Canzoni brutte, cantanti impapinati? Se ci fossi io su quel palco, dovrebbero rianimarmi! E poi mi piace l’impegno, mi piace il metterci la faccia, l’esporsi in prima persona e il cercare di dare il meglio.

E non mi piacciono le critiche distruttive e i criticoni. I cantanti sono saliti su quel palco, un palco ingombrante, ricordiamolo sempre, e hanno proposto non una presentazione in powerpoint, ma una canzone, hanno cantato!
Immaginate di salire sul palco dell’Ariston e di cantare. Ecco, appunto.
I presentatori invece sono saliti sapendo che sarebbero stati criticati. Perché è così che facciamo, è così che abbiamo sempre fatto; direi che sono stati coraggiosi!

Ciò premesso, come si usa dire nei discorsi importanti, vorrei condividere con voi amiche di matrimoniocreativo.it un particolare bello e importante e cioè che quest’anno, il nostro festival, il festival degli italiani, ha preso posizione su un tema importante e che a noi della redazione sta molto a cuore: la violenza sulle donne.

“Vedi Michelle, io questo fiore vorrei metterlo agli uomini, sono loro che devono imparare, noi lo sappiamo. Non tutti gli uomini, ci sono anche quelli gentili, buoni”.

È un fatto importante, una dichiarazione di grande spessore che caratterizzerà Sanremo 2018.
E mi è piaciuta molto la Vanoni che con la sua solita eleganza ha lanciato un concetto dirompente nella sua (presunta) ovvietà: le donne lo sanno già, sono gli uomini che devono imparare e quindi il fiore di Michelle, lei lo avrebbe dato ad un uomo.

Perché è vero, le donne lo sanno che è sbagliato, è l’altra metà del cielo che deve imparare e non dimenticare.
Noi dobbiamo imparare invece ad amarci. In questa vita.

di Titta Trua

Rispondi

P.I. 038859400167 - Marketing Manager: Titta Teresa Trua - Marketing mail: marketing@matrimoniocreativo.eu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: