Il regime patrimoniale dei coniugi

Comunione di anime, ma i beni? Il regime patrimoniale tra i coniugi: una scelta importante

Quando ci si sposa cambiano molte cose. Se prima si faceva tutto da soli, ora ci si trova a fare le cose in due, dalla colazione agli acquisti importanti. Il nuovo diritto di famiglia (dal 1970 in poi) prevede che con il matrimonio i coniugi adottino automaticamente il regime della comunione dei beni, ma questa scelta non è un obbligo e si può scegliere un regime diverso (la separazione dei beni) oltre che modificare tale scelta anche in futuro. Vediamo un po’ di capire di che si tratta.

Regime patrimoniale dei coniugi: la scelta. Sposi in barca
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La comunione dei beni

Questo regime prevede che dal momento del matrimonio in poi tutti i beni acquistati saranno di proprietà della coppia (al 50%) e non del singolo (proprietà comune).

Questo vale per:

  • Tutti gli acquisti effettuati sia insieme che separatamente durante il matrimonio, anche nel caso in cui l’atto di compravendita riporti il nome di uno solo dei coniugi (in pratica, la casa, la macchina, i mobili, un’azienda, un computer, tutto).
  • I frutti dei beni di ciascuno dei coniugi (i rendimenti bancari per esempio).
  • I proventi dell’attività separata dei coniugi, a meno che non siano stati consumati al momento di un eventuale scioglimento della comunione (morte o separazione).
  • Gli utili e gli incrementi dell’azienda di proprietà di uno dei due precedentemente alle nozze, ma gestita da entrambi dopo il matrimonio.

Non vale invece per i beni personali, ovvero quelli che già erano nella sfera di disponibilità di uno dei due prima del matrimonio:

  • I beni di proprietà del singolo prima della data del matrimonio.
  • I beni acquistati da uno dei coniugi grazie ad una ereditò.
  • I beni di uso strettamente personale e quelli strumentali all’esercizio della professione del singolo (vestiti, oggetti che servono per svago). In questo caso però il valore di tali beni deve essere irrilevante, altrimenti rientra nella comunione. Se un bene di uso personale, come per esempio un gioiello è invece intes come investimento, allora esso rientrerà nella comunione.
  • I risarcimenti per danni fisici subiti, ad esempio indennizzi assicurativi o pensione di invalidità.
  • I beni che vengono acquistati con il ricavati della vendita di uno dei beni di cui abbiamo parlato sono considerati tra i beni personali, ma solo se questo fatto è dichiarato nel’atto d’acquisto.

Saranno parte del patrimonio comune anche i debiti, sia quelli contratti congiuntamente dai coniugi che quelli contratti separatamente, nonché gli oneri che gravano sui singoli beni al momento dell’acquisto, ad esempio un’ipoteca sulla casa.

regime patrimoniale dei coniugi. Scambio degli anelli in foto
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La separazione dei beni

Scegliendo invece questo regime patrimoniale, i coniugi decidono di mantenere separati i rispettivi patrimoni, il che significa che non solo i beni acquistati prima del matrimonio rimangono di esclusiva proprietà dell’acquirente, ma anche quelli acquistati da essi durante il matrimonio, pur se li utilizzano insieme (per esempio, lei compra la casa e lui i mobili: lei rimarrà esclusiva titolare della casa e lui lo sarà altrettanto dei mobili). I coniugi potranno disporre dei beni a loro discrezione, eccezion fatta per il limite imposto dal legislatore, agli artt. 143 e 147 cc, con i quali si stabilisce l’obbligo per entrambi di far fronte alle esigenze della famiglia, ognuno secondo la propria capacità.

Per ottenere che l’acquisto di un bene (parliamo dei beni registrati) risulti acquistato da entrambi, sarà in questo caso necessario esplicitare tale volontà, che verrà annotata dell’atto di compravendita, dichiarando anche le quote rispettive. L’unica eccezione alla completa separazione e distinzione dei patrimoni è la successione.

 

di Titta Trua

 

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