Matrimonio stile British

Matrimonio simply-chic stile British – Quanti sognano un’atmosfera da sogno per le proprie nozze: un luogo speciale, una cerimonia intima? Mariangela di Withandwithin è riuscita a trasformare i suoi sogni in realtà ed è desiderosa di condividere con i lettori del blog Matrimonio Creativo i momenti magici vissuti il giorno delle sue nozze.

Mariangela, raccontaci la tua esperienza. Quando ti sei sposata e dove?

David ed io ci siamo sposati il 29 Novembre 2008, a Windermer nel Lake District (Distretto dei Laghi) in Cumbria, nel nord dell’Inghilterra. Tutto è stato realizzato in poco più di tre mesi: David mi ha chiesto di sposarlo il 18 Agosto 2008, esattamente nove mesi dopo da quando ci siamo conosciuti, alla Tate Modern a Londra.

matrimonio british - sposarsi sul lago

Come mai hai scelto una location sul lago: cosa ti ha ispirato maggiormente?

Principalmente cercavamo una location che facesse al caso nostro, in una parte di mondo non troppo lontana da casa dei genitori di David in Lancashire. Il padre di David stava già abbastanza male, con il cancro… e volevamo farlo strapazzare poco e viaggiare a breve distanza. Il posto scelto è a soli 30 minuti da casa loro, ma purtroppo ci ha lasciati prima.

Emotivamente e geograficamente il Lake District è stupendo, rimani senza fiato quando vedi il contrasto dei laghi e dei monti. Selvaggio. Sapevo già che non mi sarei sposata in Italia, vivo in Inghilterra dal 1997 e qui è casa mia.

La nostra scelta è stata confermata anche dalla bellezza del luogo che avevamo individuato per la cerimonia. Il Langdale Chase, una casa di caccia di una famiglia aristocratica del 1890, e che, poi dal 1930 è diventata un albergo, una classica English Country House ripresa anche in un vecchio film di Alfred Hitchcock, tra gli altri.

English Country House

La tua è stata una cerimonia intima: credi che questa scelta ti abbia permesso di percepire maggiormente la vicinanza dei tuoi ospiti? Come li hai coinvolti?

matrimonio inglese di mariangelaUna volta innamoratami della location, sono andata dritta come un trattore. Questa sono un po’ io: se trovo spazio reale per un sogno… non lo mollo…
E poi lo spazio del Langdale Chase che preferivo senza dubbio, per la wedding breakfast, era la Oak Room… dai pannelli di legno scuro, caldo, la quercia… e terrazzino vista lago… ma poteva ospitare poche persone, quindi per noi che siamo contrari ai matrimoni numerosi è stato ancora più facile stilare la lista degli invitati. Eravamo in 29 – inclusi noi – il 29 novembre. Un bel numero.

I nostri invitati, di varie nazionalità, continuano a raccontare che il nostro è stato uno dei migliori matrimoni a cui sono andati – e ci credo: chi ti regala una vacanza dopo il taglio della torta?? Scherzo! Noi volevamo proprio così. Sì… era come ad un grande pranzo tra amici… E poi, alcuni proprio non si conoscevano, io e David non eravamo insieme da secoli, quindi alcuni amici non si eramo mai incontrati prima.
A dire il vero ora che ci penso, neppure mia suocera con i miei si erano mai visti prima!!! La sera prima abbiamo fatto una riunione in un pub locale… una specie di addio al celibato e nubilato, ma tutti assieme, ci tenevamo. Così chi ancora non si conosceva ha avuto modo di farlo in maniera simpatica.

Ti va di descriverci alcuni dettagli dell’organizzazione e della cerimonia?

matrimonio di mariangela e davidLa struttura ci ha “regalato”, inclusa nel prezzo, una wedding planner e lei mi ha aiutato molto, sia emotivamente il giorno del matrimonio… sia nella scelta dei fornitori locali – mi muovevo in una zona che non conoscevo e poi io vivevo a Londra, a 400 chilometri di distanza, ed ho organizzato tutto per email, dal fotografo al fiorista, dalla torta alla parrucchiera.
Internet è stato il mio vero wedding planner!! Anche le scarpe le ho scelte online sul sito net-a-porter e me le sono fatte consegnare in ufficio – le mie colleghe erano tutte in fibrillazione solo a vedere il pacchetto: era stupendo, in effetti! Poi quelle scarpe, di uno stilista emergente spagnolo, non mi sono piaciute abbastanza e le ho rimandate indietro. Dettagli.
E per non collassarmi il giorno del mio matrimonio con traduzioni e interpretariato da conferenza, ho nominato una delle mie più care amiche “maid of honour”, damigella d’onore: lei parla italiano e inglese benissimo e ha coordinato linguisticamente – e di più – tutti gli invitati. Uno spasso!

La cerimonia è stata molto semplice, ci hanno sposato due donne, la registrar del comune di appartenenza del lago, Sue, una donna fantastica, e la sua assistente. Io ero in lacrime… già alle prove, al mattino presto, da sola con loro mentre provavo il testo in inglese… e con la vista che mi si appannava… mi dicevo: finalmente ho trovato l’uomo che fa per me e per la mia vita… e ora al posto di dire … dovrò dire Yes I do!! E giù a piangere…
Notare che doveva esserci un’arpista che per un disguido non si è presentata: mi ha mandato la madre che singhiozzava – dalla vergogna – con il CD con tutta la sua musica. Gli invitati non se ne sono neppure accorti… lei sarebbe dovuta stare un po’ eclissata, fuori dal set principale: io ero furiosa! Lei poi mi ha scritto scusandosi e rimandando indietro il mio assegno.

matrimonio sul lagoPerò sono stata fortunata con le fotografie. Non volevamo filmini e non volevamo servizi fotografici da “cheese, sorridi!”… preferivamo avere solo fotografie stile fotoreporter, senza posare. Ma alcune in posa ci volevano, mi dicevano. Allora abbiamo trovato una coppia – marito e moglie – che lavora in coppia, appunto.
Il marito scatta le foto di “servizio” quelle più “mettiti cosi, girati di qua”… e lei, la moglie… sempre appostata dietro, di fianco, nascosta scattava le foto del dietro le quinte.
Quindi ho una serie di scatti stupendi, tantissimi, tutti in digitale perchè non abbiamo voluto l’album di carta tipico: alcuni non ricordo neppure quando ce le ha scattati. Tutti scatti spontanei: era quello che volevo… io sono una spontanea, ma attenta ai dettagli; sembro distratta, ma adoro i dettagli: nessuno lo pensa di me…perchè sono in continua esplosione e sono una pasticciona!

Qual’era il colore dominante di quel giorno?

Il bianco delle orchidee e dei dettagli del lungo tavolo per il pranzo. Il rosso del mio vestito e della rosa rossa che è il simbolo del Lancashire, regione di mio marito. Figurati, il rosso, che è proprio un colore che io amo poco: io sono bruna e quindi mio marito continuava a farmi notare che a me un abito rosso sarebbe stato bene. Io sempre poco convinta: ma ci volevo provare. Dopo qualche ricerca e un paio di crisi, ho trovato quello che cercavo: qualcosa di rosso ma che non fosse rosso. Era lì che mi guardava: nell’outlet di Browns, una boutique spilla sposafamosa di Londra. Sapete? Ho speso pochissimo per l’abito! Era uno dei miei obiettivi principali: spendere poco per le cose che poi finiscono nell’armadio dopo poche ore di cerimonia. Un abito con spallina a spaghetto in seta color champagne, tutto ricoperto da un altro strato in tulle rosso. Indossavo scarpe dorate di LK Bennett, su suggerimento dello stilista dell’abito, un designer inglese – gli avevo scritto una mail chiedendo consiglio sugli accessori visto il colore del vestito e, come fanno tutti gli stilisti famosi italiani… mi ha risposto subito! Sono fortunata in queste cose! – e, visto il periodo dell’anno, sulle spalle portavo una stola di pelliccia ecologica, per sopravvivere alle foto all’aperto.
Il rosso poi, anche perchè la struttura della casa di caccia in pietra grigio scura, l’interno antico con le scale di quercia e l’inverno non chiedevano altro.
Mio marito, in compenso, indossava un abito dal prezzo vero, di Paul Smith: il vantaggio è che lui lo mette ancora in occasioni importanti, di lavoro e di vita: soldi spesi bene, sicuramente. L’abito dello sposo era un made in Italy, tutto foderato in viola chiaro a mano con la rappresentazione della mappa della metropolitana londinese.
Beh qualcosa di italiano ci voleva oltre la moglie, no?!?

Qual’era il vostro tema?

matrimonio in rossoNessun tema, direi. Sicuramente un inno all’amore, all’amicizia, agli affetti che crescono e ci uniscono.
Io adoro i momenti di ritrovo, quando i miei amici si mescolano, la mia famiglia si ritrova con elementi importanti della mia vita. I miei genitori, poi, sono stati stupendi: muoversi in uno scenario a loro poco conosciuto, con un matrimonio tutto in lingua inglese… sì, devo dire che sono stati stupendi! Sono fortunata, me lo ripeto ancora spesso.
Qualche mese fa, quando erano qui da noi in visita, li abbiamo riportati proprio al Langdale Chase, a sorpresa, a pranzo. Mio padre, quando ha visto dove stavamo entrando con la macchina, si è commosso: sì, lui ha solo una figlia femmina, che si è sposata a 42 anni e in UK… lo capisco se si commuove!
Sempre in tema di amore e valori, un mio carissimo amico italiano, subito dopo il sì, ha letto un poema sul matrimonio: che tipo di compagni siamo, quando troviamo il compagno ideale? Fa riflettere, perchè siamo sempre alla ricerca del compagno ideale… ma noi che compagni ideali siamo, chi diventiamo?

 

Hai regalato ai tuoi ospiti una bomboniera speciale, diversa dalle solite, vero?

matrimonio mariangela e davidSì: una bomboniera molto insolita… non le abbiamo fatte!
La storia è lunga e va indietro nel tempo: ho passato tutta la mia vita a dire a tutti che non mi sarei sposata presto… e poi infatti incontravo uomini che non si volevano sposare – o meglio, non con me. Poi ho passato tutta la vita a fare occhi storti alla collezione di bomboniere di mia madre: lei, da brava sicula, appena ne riceveva una la metteva in bella vista nel suo salotto… diciamo che io la definirei la galleria degli orrori! Ora, con l’età, ha smesso: ma quando ero giovane… diciamo che lei ancora non sapeva bene come fare delle sue scelte le sue scelte e viveva succube di tutte ste bomboniere – alcune belle, per carità – che riceveva a gogo da vari amici del sud, ma anche dal nord, dall’est, dall’ovest… e le esponeva…

In Inghilterra, invece la bomboniera non è vista e sentita come in Italia: ci sono solo i favour e i regali per ringraziare i testimoni – la Maid of Honour e il Best Man, che è il testimone dello sposo e legge il primo speech… dove tutti si pisciano addosso: un po’ come Hugh Grant nel suo “Quattro matrimoni e un funerale”, ce l’avete presente? Da noi l’hanno letto anche con la traduzione italiana per non lasciare esclusi mio padre e mia madre che non spiccicano una parola della lingua della Regina.

Beh… allora dicevamo: no bomboniere! Tassativo: non c’era neanche da discutere questo dettaglio. Ma… volevamo una grande festa e volevamo ringraziare chi aveva preso un aereo, o il treno o anche solo l’auto da Londra per partecipare al nostro matrimonio, per poter trascorrere una mini vacanza e sostare con noi per qualche giorno in un luogo meraviglioso, festeggiare con noi.

nozze mariangela e davidQuindi abbiamo affittato due cottage per una settimana, uno vicino all’altro… case stupende, grade listed, tutte con letti a baldacchino e dettagli di casual-lusso, con cucine AGA e camini. Sì, insomma, dei cottage di campagna: ci siamo “parcheggiati” tutti, per una settimana, in queste due proprietà; gli inglesi da una parte, gli italiani dall’altra, con grandi scambi culinari, culturali, chiacchiere e ritrovi e scambi di posti a tavola.

Ognuno dei nostri ospiti ha cucinato a rotazione per tutti: ovviamente erano liberi di trascorrere quella settimana come meglio preferivano, ma sono stati tutti (quasi) sempre con noi: questa è stata la nostra bomboniera, il regalo comune di una luna di miele insolita, in compagnia!

Bellissimo il tuo racconto, complimenti: quello che hai condiviso qui, sul Blog è davvero un resoconto meraviglioso, che ci permette di sognare… grazie Mariangela per aver vissuto nuovamente questi momenti con noi!

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