La promessa di matrimonio: giurin giuretto, ti sposo!

La promessa di matrimonio: giurin giuretto, ti sposo!

La promessa di matrimonio. Esattamente di cosa si tratta? È il fidanzamento o c’è di più dietro questo passo che precede la cerimonia di nozze?

C’era una volta un giovane uomo innamorato che, ad un certo punto della storia, tremante e impaurito, si recava dal severo padre della sua bella per chiedere la mano dell’amata. Ottenuto il consenso, i due giovani acquisivano lo status di promessi sposi e veniva organizzato dall’orgogliosa madre della ragazza un sontuoso ricevimento, durante il quale avveniva la cerimonia del dono dell’anello nuziale. Da quel momento in poi i due erano destinati al matrimonio, e la rottura del fidanzamento era punita severamente dalla legge, e addirittura si poteva far ricorso alla coazione al matrimonio.

Promessa di matrimonio: la procedura
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Caspiterina direte voi, e oggi?

Oggi il legislatore tutela ancora l’istituto del matrimonio, seppur in modo diversa, aderente al nostro tempo. Innanzitutto la promessa di matrimonio in senso giuridico, non corrisponde al fidanzamento, che ha una valenza sociale ed è la comunicazione da parte degli innamorati della loro decisione di diventare una coppia. La promessa è un’altra cosa ed è regolata dal codice civile, agli articoli dal 79 all’81.

 

Come si diventa promessi sposi per la legge italiana

Abbiamo già parlato di quali sono gli adempimenti e i documenti da produrre per potersi sposare, riassumiamo brevemente:

  1. I fidanzati consegnano i documenti in comune, dichiarando all’ Ufficiale di Stato Civile la loro volontà di sposarsi.
  2. Gli ufficiali preposti effettuano indagini sui fidanzati per verificare che non vi siano impedimenti al matrimonio e predispongono la documentazione necessaria.
  3. Quest’ultima, insieme ai nominativi dei fidanzati e al luogo in cui si svolgerà la cerimonia vengono affisse alla Porta della Casa Comunale per otto giorni. Questo passaggio dell’iter procedimentale si chiama Pubblicazione.
  4. Trascorsi tre giorni dallo scadere del periodo per le pubblicazioni, se nessuno ha presentato opposizione, l’Ufficiale di Stato Civile rilascia il nullaosta.
  5. A pena scadenza del nullaosta, i fidanzati devo sposarsi entro 180 giorni.

 

Suona molto meno romantico della nostra favola iniziale, però il legislatore ha inteso tutelare l’istituto del matrimonio che, a tutt’oggi, è il fondamento del nostro diritto di famiglia. E comunque la festa per la promessa di matrimonio è ritornata di moda tra i fidanzati! Dopo la dichiarazione in comune infatti segue solitamente un pranzo o un rinfresco con i parenti e gli amici più stretti. Una curiosità: pare che il colore di questa cerimonia sia il verde, che porta fortuna ai promessi sposi e che andrebbe declinato in ogni modo possibile, dall’abbigliamento ai confetti!

 

E se si rompe la promessa di matrimonio?

La promessa di matrimonio non ha però carattere vincolante. L’articolo 79 infatti ci dice che  “La promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo né ad eseguire ciò che si fosse convenuto per il caso di non adempimento“. Questo articolo è molto importante perché tutela la libertà matrimoniale. Per scoprire quali sono gli effetti giuridici della rottura della promessa, bisogna andare agli articoli successivi. Il primo effetto (art. 80) è l’obbligo di restituzione dei doni fatti a causa della promessa, quindi i doni di nozze, l’anello di fidanzamento, mobili o casa ricevuti in dono e così via. Il secondo obbligo che deriva dalla legge è il risarcimento del danno (art. 81), limitatamente al danno materiale, per le spese fatte e le obbligazioni contratte nel limite della condizione delle parti, esclusi i danni non patrimoniali.

Articolo a cura di Titta Trua

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