Il matrimonio solidale di Irma

Il matrimonio solidale di Irma – Uno dei temi più toccanti e profondi che una sposa può scegliere come elemento chiave dell’evento matrimoniale è, sicuramente, la solidarietà: in una società, infatti, spesso indifferente ai problemi e ai bisogni di chi è meno fortunato, l’impegno di una giovane coppia nei confronti di chi, purtroppo, non può vivere il quotidiano con serenità è veramente encomiabile.

Ho incontrato Irma su With and Within, social network tutto al femminile che riunisce donne in gamba da tutto il mondo, donne forti, energiche e ricche di vitalità, come lei. Irma mi racconta della sua scelta solidale ed io, affascinata, le propongo un’intervista: credo, infatti, che la condivisione della sua esperienza in rete, offrirà diversi spunti a tutti quegli sposi che intendono seguire il suo esempio.

Irma, cosa ti ha spinto a scegliere un matrimonio solidale? Qual’è stata la motivazione principale?

matrimonio in chiesetta anticaVolevo qualcosa di speciale per il mio secondo matrimonio e dovendo fare necessariamente un rito civile, volevo, per questa ragione, un ricordo che sfatasse il mito che i riti civili sono veloci e senza personalità. Ma soprattutto volevo che venisse sottolineato un aspetto: un grande amore verso la vita che con noi è stata fortunata facendoci incontrare.

In cosa è consistita, esattamente, la tua scelta solidale? Come hai potuto rendere questo “evento” un atto benefico?

Un matrimonio è già, di per sé, un evento importante nella vita di una donna. Tutto è nato dal lavoro che ho osservato, nel tempo, da parte di un’Associazione no profit di volontariato: “Il Piccolo Carro di Chiaverano in provincia di Torino”, che si occupa di ragazzi disabili di cui fa parte mia nipote, una ragazza di 21 anni meravigliosamente Down.
Il Piccolo Carro è formato da volontari che operano a favore di ragazzi con problemi fisici intellettivi di vario genere, attraverso il lavoro con le serre, un laboratorio di maglieria per le ragazze e di falegnameria per i ragazzi e la preparazione dei pasti durante i giorni di associazione; anche se poi tutti fanno un po’ di tutto. Intorno al Piccolo Carro poi girano persone disposte a mettere un po’ del proprio anche senza farne parte necessariamente.
Volevamo un matrimonio d’amore, una festa semplice creata dalle mani di ragazzi meno fortunati, ma con il cuore aperto. L’ho proposto ai fondatori, visto che avevano già organizzato ricevimenti come l’inaugurazione della loro associazione e anche piccoli mercatini… E’ chiaro che il grande beneficio per i ragazzi è stato soprattutto quello di sentirsi utili e importanti per un evento che richiedeva un minimo di organizzazione.
Costi vivi e un’offerta è stata sicuramente di dovere visto il grande lavoro.

Hai seguito personalmente i singoli aspetti dell’organizzazione della cerimonia? Cosa ricordi con piacere di questa esperienza?

Beh, io sotto questo aspetto ero privilegiata perchè giocavo un pò in casa e l’associazione la conosco già diverso tempo, ma se entri nel contesto ti saresti trovata a casa anche tu…
Si ho seguito personalmente i preparativi, ma ho chiesto soprattutto una sorpresa perché già l’entusiasmo dei ragazzi ci pagava tantissimo delle aspettative circa questo evento. I dettagli più seguiti sono stati: la scelta dei sacchetti per i confetti (quelli li ha confezionati una ragazza cieca), piuttosto che la scelta del menù per il buffet in piedi nel giardino adiacente l’associazione; la scelta del tipo di fiori nella chiesetta sconsacrata (una signora del posto e volontaria si è offerta di confezionare apposta tutto l’addobbo con la maggioranza di fiori raccolti nei campi), la scelta delle canzoni da suonare in chiesa, con dei solisti portati da uno dei volontari; la scelta del contenuto dei cartigli posati sulle sedie in chiesa, come omaggi agli invitati.
La confezione di tutto questo è stata scelta da loro insieme ai volontari.
Il giorno più bello che ricordo è stato quando ho portato il fotografo per una giornata con i ragazzi, per qualche scatto e per vedere la location. Ricordo lacrime di commozione del fotografo e un grande abbraccio con un “Grazie Irma mi hai fatto vivere una giornata indimenticabile”. E poi ricordo l’emozione tutte le volte che incontravo i ragazzi per i dettagli e per incoraggiarli che tutto quello che stavano facendo era perfetto: in quei momenti io mi sentivo l’unica sposa sulla faccia della terra perché loro è così che mi hanno fatto sentire. E la commozione di mio marito e di mia figlia il giorno prima del matrimonio, mentre aiutavamo ad allestire il giardino e nella preparazione di alcuni piatti centrali del buffet. Sono immagini che non dimenticherò mai.

 

Ti va di raccontarci come si è svolto l’evento?

ricevimento matrimonio solidaleAbbiamo scelto una location che fosse meno complicata per i ragazzi, quindi ci siamo sposati nel Comune dell’associazione e il ricevimento si è svolto nel giardino adiacente, e su questo siamo stati molto fortunati perchè la zona della cerimonia, e del rinfresco, era quasi fiabesca: la chiesetta (dell’anno mille) era di proprietà del Comune e anch’essa vicinissima all’associazione. Il rito si è alternato a tre canzoni scelte da noi e fuori dalla chiesetta, dopo la cerimonia, abbiamo allestito un piccolo aperitivo.
Dopo tutti si sono portati verso il ricevimento – grandi tavoli organizzati con il cibo suddiviso ad opera d’arte e preparato da tutti (anche da me) il giorno prima dell’evento e disposto e allestito per pranzare in piedi – e lì abbiamo festeggiato tutti insieme: i ragazzi sono stati sempre diretti dai volontari ed hanno partecipato aiutando, come un vero e proprio catering, e si sono divertiti durante tutta la festa, che ha proseguito anche con canti e musiche.

Cosa consigli agli sposi che intendono seguire il tuo esempio?

matrimonio solidaleConsiglio di non aver pretese, ma di ricordarsi che questa è una scelta d’amore e, senza grandi aspettative, alla fine può uscirne una festa da favola. Consiglio di collaborare nei preparativi perchè è il viaggio verso l’evento che renderà l’evento stesso qualcosa di speciale.
Gli 80 invitati sono rimasti estasiati e felici del risultato: è stata un’occasione di scambio di doni e d’amore.

Questo racconto mi emoziona: la scelta di Irma è sicuramente una scelta da condividere…. non solo in rete, non solo durante il matrimonio, ma costantemente, nella vita di tutti i giorni.

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