Ascoltarsi un po’ per vivere insieme per sempre

Come avere una vita felice con il proprio compagno nell’era dei divorzi facili

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Ph. V.ivash / Freepik

Eccoci arrivate a Maggio! Il tempo ancora non è proprio stabile, ma le prime scottature al mare si fanno già sentire. Spose belle, inizio questo editoriale con mille scuse per il mese di Aprile che ci ha visto latitanti, sono successe molte cose che ci hanno tenuto lontane dal blog e da tutte voi. Un doveroso e sentito grazie va a tutte le spose che ci hanno supportato sulle pagine social, sostituendosi a noi nella gestione e nel coordinamento delle informazioni e delle notizie:  grazie ragazze, siete dei tesori, beato chi vi sposa!

E ora parliamo un po’ di questi matrimoni lampo, che durano meno di un acquazzone di primavera; avrete anche voi delle conoscenti che si sono sposate e poi in meno di un anno o peggio di un mese hanno concluso l’avventura con la separazione. Vi siete domandate il perché? Io l’ho fatto e mi sono impegnata ad ascoltare le loro storie, per capire cosa non abbia funzionato e quello che ho scoperto è disarmante!

Sintetizzando brutalmente e probabilmente anche banalizzando le diverse situazioni, le persone con cui ho sondato il terreno hanno una cosa in comune, che è l’incapacità del confronto e della mediazione. La faccenda mi ha turbato non poco, ma è proprio così.

Forse io sono fortunata, perché i miei genitori mi hanno insegnato che quando qualcosa non va o qualcuno mi fa quello che io considero un torto, devo partire dal presupposto che la colpa sia mia, in tutto o solo in parte e che devo cercare di capire le motivazioni che hanno spinto l’altro ad agire come ha agito nei miei confronti. Questo piccolo grande trucco mi ha permesso di coltivare l’arte dell’ascolto e della mediazione.

Riportando quanto detto all’interno dell’”avventura matrimonio”, credo che sia ovvio che quando ci si sposa si unisce la propria vita con un’altra persona, che ha un vissuto ed esperienze diverse dalle nostre. E credo sia altrettanto ovvio che si vivrà una vita insieme (questo è lo scopo, no?), nella stessa casa, affrontando i problemi che la signora vita ci propone continuamente; è normale che ci siano diverse vedute, diversi approcci ai problemi, un diverso modo di reagire… e allora mi domando e vi domando, non è d’obbligo ascoltare l’altra metà della mela, cercare di capire quello che dice e che propone e trovare un punto in comune? Chi l’ha detto che la ragione sia sempre nostra e che l’unico punto di vista accettabile sia il nostro e che il nostro compagno si debba adeguare? Così non va!

Ci sono comportamenti che per noi sono normali che vengono interpretati male, oppure cose che diciamo che feriscono, magari senza motivo logico. Dobbiamo imparare ad andare oltre la logica e oltre noi stesse, imparare ad ascoltare il nostro compagno, dobbiamo portare il “discorso sentimentale” nelle nostre vite e non limitarci ad essere poetiche e amorevoli sui social.

Provare per credere, e fatemi sapere!

di Titta Trua

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